Archivi categoria: Pensieri

Tornando a casa

Di sera, specialmente d’inverno quando alle quattro di pomeriggio è già buio, viaggiando verso casa i pensieri scorrono limpidi e liberi come gabbiani in volo. Ogni volta quei minuti servono a fare bilanci della giornata, ma soprattutto a pensare ai programmi della serata. Non che io abbia una vita movimentata… casa e lavoro e la maggioranza delle serate le trascorro in casa con la famiglia. E di che ti lamenti, direbbe qualcuno. Infatti non mi lamento, anzi… la mia vita mi sta bene così, anche se a volte non so se sta bene anche a chi vive insieme a me. Le donne sono angeli misteriosi che dicono senza parlare e sta a noi sordi e poveretti cercare di comprendere i messaggi. Una vecchia canzone alla radio accompagna il mio viaggio in bus verso casa. Abbiamo già fatto due giri a vuoto perché non c’era posto per parcheggiare. Napoli è bella ma a volte non vuole lasciarti andar via, specialmente quando piove. Le strade per uscire dalla città si bloccano e non ti lasciano fuggire.
Stasera piove e non vedo l’ora di arrivare a casa dalla mia famiglia. Buona serata a tutti voi.

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Robin Williams, sarai sempre un grande.

La notizia della morte di Robin Williams mi ha preso alla sprovvista. Era uno dei miei attori preferiti, un “mostro sacro” del cinema. La prima cosa che mi è venuta in mente è stata una scena del film “L’uomo bicentenario” dove lui, che interpreta un robot, riesce a farsi riconoscere come appartenente al genere umano, rinunciando all’immortalità del suo essere macchina.

Non è ancora confermata l’ipotesi del suicidio, ma se così fosse, è come se lui avesse deciso di porre fine alla propria vita per non rinunciare alla dignità del suo essere, per non essere trascinato sul fondo dal tunnel dell’alcool. Poteva combattere? non possiamo saperlo. Queste battaglie vanno combattute insieme agli amici, a persone che ti vogliono veramente bene. Come spesso succede, i personaggi famosi sono circondati  da persone false, che ti cercano nei momenti di celebrità e ti evitano nei momenti bui, quando avresti più bisogno di una mano.

Allora addio “Mio Capitano”, spero che tu abbia trovato tanto amore durante le tua vita quanto ne hai comunicato a noi attraverso i tuoi film. Non ti dimenticherò mai.

Luigi

Non posso tacere

Non posso far passare questa cosa senza dire almeno qualche frase. Mi riferisco alle due ragazzine indiane, delle quali non conosco i nomi, e non riesco nemmeno a scrivere quello che le hanno fatto. Ma sono sicuro che capite a cosa mi riferisco.
Ma che siamo diventati animali? bestie? ma che razza di verme è un individuo capace di simili atrocità. E questi assassini non sono da soli, sono migliaia e sono anche protetti, e vogliono anche convincerci che queste cose da loro sono normali, che si usa così e siamo noi che non capiamo… ma che normali, ma che significa si usa così… voi siete solo degli assassini e non c’è pena che possiate scontare su questa terra, che possa alleviare la sofferenza che avete causato. Siete solo degli assassini!
Qualcuno mi ha detto: “Dov’era Dio, mentre succedeva tutto questo. Dov’era Gesù?”
Gesù è ancora là, appeso a quell’albero.
Non riesco a scrivere altro.
Buonanotte

Luigi

… e conservò tutte quelle cose nel suo cuore

Gran parte della gente non ha difficoltà ad esprimere i propri sentimenti, davanti a pochi intimi o in pubblico, di meno sono quelli che non riescono ad esprimerli affatto, o per timidezza o per remore ereditate dall’infanzia. C’è chi urla e chi invece non riesce nemmeno a sussurrare. Io non faccio parte di nessuna di queste due categorie. Io le cose le vivo e ci rifletto. Quando succede qualcosa di triste, o di bello, lo vivo intensamente conservandolo gelosamente nel mio cuore. A volte mi trovo a parlare con un amico che mi assomiglia, il quale ascolta (o fa finta di ascoltare) e riesco a raccontarlo, ma la sensazione, il sentimento, l’affetto o l’odio per quello che succede mi resta dentro. E non è un bagaglio che mi pesa, tutt’altro, rappresenta il mio tesoro. Quello che sono, quello che ho costruito, quello che gli altri hanno costruito con il mio aiuto o nonostante non abbia mosso un dito. Questo è quello che sono. E’ poco? non lo so, probabilmente esisteranno altri come me, in altre parti del mondo, in altre culture più spirituali di quella occidentale. Nel darvi la buonanotte stasera voglio salutare soprattutto quelli che, almeno una volta nella vita, hanno gioito silenziosamente dentro di sé, senza che nessuno intorno se ne sia accorto. Buonanotte.
Luigi

Un piccolo pensiero per un grande uomo

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Stasera il mio pensiero va ad un grande uomo, un uomo che ha sacrificato gran parte della sua vita per un’ideale: l’uguaglianza tra bianchi e neri. Nelson Mandela si è spento ieri e a me dispiace moltissimo. Fino a ieri ha rappresentato un sibolo, un esempio da imitare. Con la sua lotta ha contribuito a rendere il mondo un pò migliore di come era. Non ha avuto paura del carcere, delle minacce o delle sofferenze fisiche e psicologiche. E’ andato avanti inseguendo la sua idea ed è riuscito a realizzarla. Nasceranno altri come lui? può darsi, ma il mondo in questi anni è cambiato, i nemici da combattere non sono più così chiari, così palesi. Si nascondono nei palazzi, negli uffici, in un mondo virtuale che non possiamo controllare e sul quale non abbiamo nessuna influenza. Il nemico di oggi è più subdolo, ti colpisce senza che tu te ne accorgi. E’ la disperazione, la noia, la depressione o la mancanza di entusiasmo. Siamo disillusi e non ci proviamo nemmeno ad intraprendere una qualsiasi forma di lotta per migliorare il mondo. Siamo bloccati, rinchiusi nel nostro guscio fatto di mattoni, cemento armato, televisione e Internet. Dobbiamo trovare la forza di alzarci dalle nostre comode poltrone e rimboccarci le maniche, perché c’è ancora tantissimo da fare per raggiungere la pace, la fraternità e l’uguaglianza tanto care a Nelson Mandela. Addio caro amico, cercheremo di continuare l’opera che tu hai iniziato.

Cominciamo ad imparare dal passato

Questa riflessione è dedicata a tutti quelli che, come me, negli anni addietro vivevano nel benessere e nella spensieratezza perché c’era lavoro per tutti (raccomandati e non) e sembrava che il mondo stesse andando nella direzione giusta.
Ebbene, adesso mi accorgo con tristezza che stiamo guardando indietro, che stiamo cercando di ricordare quei piccoli gesti e piccoli accorgimenti che i nostri padri e le nostre mamme facevano negli anni ’50. Ormai non si butta più niente. La società consumistica, che pure vuole andare avanti a tutti i costi, sembra ormai finita, almeno per me. Gli oggetti si riparano fino all’ultimo bullone. I vestiti si riciclano continuamente, e non è vergognoso accettare o regalare vestiti di seconda mano. Si cerca di risparmiare a tutti i costi, anche se a volte le offerte sono fasulle. La saggezza e la praticità delle nostre nonne, adesso che ci servirebbe, non c’è più. Siamo stati tutti ingannati, e adesso dobbiamo imparare di nuovo quelle tecniche ben conosciute da chi ci ha preceduto. A tutti voi auguro un buono studio.

Umuntu ngumuntu ngabantu

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Guardate questa foto. Tredici bambini seduti in cerchio che mangiano da un solo piatto. Sono molte le riflessioni che si possono fare, ma c’è qualcosa di stupefacente che supera ogni altra considerazione. Pur essendo sicuramente affamati, nessuno di loro si lancia sul piatto o prende una quantità di cibo superiore agli altri. I nostri figli (ci metto anche i miei, ovviamente) ben nutriti, seduti comodamente a tavola, farebbero a gara ad accaparrarsi la parte più grossa di cibo. Questa filosofia di vita, sviluppata in quelle tribù che per noi rappresentano una civiltà primitiva ed arretrata, si chiama “Ubuntu”. In particolare, la frase: “Umuntu ngumuntu ngabantu” (“io sono ciò che sono in virtù di ciò che tutti siamo”) ci fa capire che noi possiamo anche essere “tecnologicamente avanzati”, ma il nostro grado di civiltà non è certo superiore al loro. Anzi, a volte mi sembra che ci stiamo avvicinando al medioevo. Invece di andare avanti, torniamo indietro.